Conto deposito o vincolato?

Conti deposito: liberi o vincolati?

Nella precaria situazione economica in cui versa il nostro paese, i risparmiatori italiani tendono sempre più a ricercare il tipo di finanziamento e di conto più adatto alle proprie esigenze. In questo panorama, si fa sempre più strada l’utilizzo del conto deposito.

COS’E’ UN CONTO DEPOSITO

Sempre di più l’attuale risparmiatore italiano vede nell’apertura di un conto deposito la soluzione più consona ai propri problemi. Ma cos’è un conto deposito? Il conto deposito è un tipo di conto per cui è possibile custodire in banca il proprio denaro e farlo fruttare. Rispetto a un conto corrente classico, versando la propria liquidità su un conto deposito si ottiene un rendimento maggiore sulla somma depositata: poiché il conto non prevede la mobilità del deposito, la banca si ritrova capitale da ridistribuire. Per questo motivo il vantaggio di questo tipo di conto consiste nel poter godere di interessi più elevati rispetto a quelli offerti da un normale conto corrente.

DIFFERENZA TRA CONTO DEPOSITO LIBERO E VINCOLATO

Esistono due tipologie di conto deposito, quello libero e quello vincolato. Il conto deposito non vincolato, detto anche libero, consente al risparmiatore di poter accedere immediatamente alle somme depositate offrendogli sempre un rendimento positivo. Il conto deposito non vincolato si sposa perfettamente con quel tipo di cliente che può avere un’improvvisa necessità di dover disporre di somme di denaro che in questo modo può subito prelevare. Il conto deposito non vincolato deve però “appoggiarsi” a un conto corrente tradizionale. I tassi d’interesse che la banca offre per il conto deposito non vincolato risultano sempre molto fruttuosi. Di contro, il conto deposito vincolato permette di prelevare le somme depositate solo alla scadenza della durata del vincolo che viene precedentemente definita con la banca. Questo periodo può variare da uno a trentasei mesi. Il conto vincolato offre dei rendimenti con tassi d’interesse ancora più elevati rispetto al conto deposito non vincolato e che dipendono anche dal numero di mesi previsti dal vincolo. In caso di scioglimento anticipato del conto, le banche possono anche prevedere e applicare delle penali o non tener affatto conto degli interessi maturati fino alla suddetta chiusura del conto. Per questi motivi, il conto deposito vincolato è più adatto a chi non ha necessità di usufruire delle somme depositate nel breve termine e può quindi tenere “parcheggiato” il proprio denaro a lungo senza problemi. Visti i tempi di crisi in cui navighiamo, probabilmente stipulare un conto deposito non vincolato può risultare più conveniente perché si può chiedere un prelievo quando necessario. L’unico svantaggio è legato però ai tassi d’interesse, dato che quelli previsti dal conto deposito non vincolato sono più bassi rispetto a quelli del conto vincolato. Inoltre, per la stipula di conti deposito, gli istituti bancari offrono soluzioni a zero spese, mentre per depositi superiori ai cinquemila euro bisogna tener conto delle imposte di bollo e delle tasse sugli interessi maturati. Per decidersi tra un conto deposito non vincolato o vincolato, bisogna vagliare il tasso d’interesse posto dalla banca, come viene calcolato e se viene pagato alla fine o all’inizio del deposito.